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Mastoplastica Riduttiva

Come si svolge la visita
Al momento del colloquio di prima visita verranno illustrate tutte le informazioni di seguito riportate, in maniera più dettagliata ed esaustiva; verrà valutato il caso clinico, effettuate delle fotografie, proposta una strategia correttiva, analizzate le eventuali alternative ed illustrati in maniera accurata e chiara i rischi e le possibili complicanze della procedura chirurgica. Nella stessa sede verranno prescritti tutti gli opportuni accertamenti ematici e strumentali ed eventuali visite specialistiche integrative che saranno ritenute utili per meglio definire i casi particolarmente complessi. Saranno quindi consegnati con congruo anticipo i moduli di consenso informato ed ulteriore materiale informativo, allo scopo di aiutarvi a prendere una decisione consapevole e offrendo la possibilità di ulteriori incontri pre-operatori per dirimere ogni dubbio.

Quando può essere necessaria
Le mammelle sono un organo sessuale secondario di estrema importanza nella fisiologia femminile e, allo stesso tempo, sono percepite secondo i costumi e la cultura della moderna società, anche come un organo di relazione.
Mammelle di dimensioni eccessive (ipertrofia mammaria, gigantomastia, megalomastia) e pesanti possono determinare problemi posturali anche dopo pochi anni dal completamento della crescita. Inoltre sono frequentemente associate irritazioni ed impetigine, in particolare a livello del solco infra-mammario. In questi casi viene riconosciuto un quadro patologico, che va oltre una semplice indicazione di natura estetica, con ripercussioni anche importanti da un punto di vista funzionale, nonché psicologico.

Quali sono gli obiettivi dell’intervento
La mastoplastica riduttiva è un intervento chirurgico con fine terapeutico oltre che estetico, eseguito allo scopo di diminuire le dimensioni delle mammelle quando sono eccessivamente voluminose, in modo da renderle meno ingombranti e più proporzionate alle dimensioni del torace. L’intervento può correggere anche le eventuali e frequenti asimmetrie tra le mammelle (anisomastia). Contemporaneamente viene corretta la ptosi (ovvero lo spostamento delle mammelle che, a causa della forza di gravità, tendono a scendere verso il basso) della ghiandola e del complesso areola capezzolo, sempre presenti nelle ipertrofie.

Come viene effettuato l’intervento
La mastoplastica riduttiva prevede la riduzione della mammella nelle porzioni cutanee, adipose e ghiandolari in eccesso, in modo tale che le  mammelle e i capezzoli siano ricollocati nella sede corretta, riducendo di solito anche il diametro delle areole. Le cicatrici prodotte hanno estensione diversa secondo l’entità della riduzione necessaria. Molto raramente ci si può limitare alla periareolare (modeste riduzioni in pazienti molto giovani), mentre nella grande maggioranza dei casi la cicatrice periareolare deve estendersi nel polo inferiore con un tratto verticale che, a sua volta, può continuare orizzontalmente nel solco inframammario con lunghezza proporzionata alla riduzione e alla forma delle mammelle. In tal modo la cicatrice ricorda nel suo complesso una “T” invertita o una “J”, a seconda delle tecniche chirurgiche prescelte e variabili da caso a caso.
Durante l’intervento vengono sempre posizionati dei tubi di drenaggio per limitare la possibilità di formazione di ematomi e sieromi. Le porzioni di mammella rimosse vengono sempre inviate ad un servizio di anatomia patologica per l’esame istologico. La mastoplastica riduttiva viene effettuata in anestesia generale in regime di ricovero ordinario in casa di cura.

Cosa succede nel periodo post operatorio
Le medicazioni sono costituite generalmente dall’applicazione di cerotti di carta, cerotti assorbenti, eventuali bendaggi compressivi/contenitivi e dall’utilizzo di un reggiseno contenitivo. Quest’ultimo andrà indossato tassativamente per i 30 giorni successivi all’intervento. I punti di sutura vengono rimossi parzialmente, di solito a partire dalla 15a giornata post operatoria e totalmente intorno alla 18a Generalmente i drenaggi vengono rimossi nella prima settimana di decorso postoperatorio, salvo indicazioni differenti caso-specifiche. Si raccomanda di non bagnare le sedi delle suture fino alla rimozione dei punti di sutura e delle medicazioni.

Quali sono i tempi di recupero
Ai fini delle attività lavorative e della vita sociale e di relazione, il tempo di recupero della piena efficienza fisica è variabile da caso a caso: generalmente gli sforzi fisici sono proscritti per i primi 30 giorni; l’attività fisica/ginnica/sportiva per i primi 60 giorni.

Quali sono le conseguenze dell’intervento
Alterazioni temporanee della sensibilità in corrispondenza dei capezzoli e nelle aree pericicatriziali sono possibili: generalmente si attenuano gradualmente in un periodo fino a 6-8 mesi. L’intervento di mastoplastica riduttiva può alterare la funzione dell’allattamento, che, a sua volta, può influire sul risultato chirurgico. Allo stesso modo tale intervento non può essere effettuato durante l’allattamento (tantomeno in gravidanza) e comunque non prima di un anno dalla sua cessazione. In tutti i casi di mastoplastica riduttiva, e maggiormente in quelli con anisomastia, è possibile che residui una asimmetria percettibile. L’aspetto definitivo delle cicatrici e della mammella in toto viene raggiunto nel corso dei successivi 9-12 mesi.

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