mastopessi

Seno cadente

Gradi di cedimento del seno
Un certo grado di ptosi della mammella è un fenomeno fisiologico e contribuisce a conferire l’aspetto di “naturalezza” del seno. Tuttavia, quando la distanza trgradi cedimento senoa il giugulo (il punto centrale alla base del collo) e il capezzolo supera una certa distanza o risulta sproporzionatamente in eccesso rispetto alla costituzione fisica, la ptosi può divenire da lieve a moderata o grave, e costituire un problema di natura estetica. Molto spesso, soprattutto nei casi secondari ad allattamento, la ptosi mammaria si presenta in maniera asimmetrica, aggravando la disarmonia e accentuando la percezione del disagio da parte della paziente.

Soluzioni chirurgiche
Per correggere la ptosi, le soluzioni chirurgiche sono rappresentate dalla mastopessi, dalla mastoplastica additiva o dalla combinazione di entrambi gli interventi (mastopessi con protesi).
Cosa scegliere? Dipende dal singolo caso, e l’indicazione per una tecnica o un’altra viene posta solo con una visita accurata. In linea di massima, però, i casi di ptosi lieve e media possono essere corretti mediante una mastoplastica additiva, mentre nella ptosi grave si rende necessaria una mastopessi, associata o meno all’impianto protesico.

La mastopessi è un intervento chirurgico che si propone di rimodellare il seno sollevandolo, rimuovendone la pelle in eccesso come in un “lifting”.
Questo tipo di intervento è indicato anche per quelle donne che non vogliono inserire alcuna protesi o che non vogliono modificare la fisionomia del loro seno, ad esempio riducendo solamente le dimensioni di un’areola allargata.

A seguito della visita e della verifica mediante accertamenti clinici dell’assenza di controindicazioni, l’intervento può essere compiuto in day hospital o in regime di ricovero ordinario, in anestesia locale con sedazione o in anetesia generale, a seconda delle indicazioni stabilite dal chirurgo in sede di visita.

Le varie tecniche di mastopessi prevedono il rimodellamento della mammella mediante la riduzione della cute e il riposizionamento (autoprotesi) dei tessuti interni, ghiandolare ed adiposo, verso l’alto, ancorandoli al muscolo pettorale. Eventualmente, se necessario, viene eseguita una riduzione dell’areola.
Le cicatrici post-operatorie possono essere di 3 tipi:
circolare, intorno all’areola (periareolare)
circolare, intorno all’areola (periareolare) e verticale
circolare, intorno all’areola (periareolare), verticale e orizzontale nel solco inframammario (ad “ancora” o a “T invertita” o a “J”.

Generalmente, le cicatrici sono molto sottili e “nascoste”, e quasi per nulla visibili a distanza di mesi dall’intervento: l’estetica della mammella, dunque, è salvaguardata in ogni suo aspetto.

La mastoplastica additiva, invece, consiste invece in un vero e proprio riempimento con l’ausilio di protesi di diversa forma e dimensione, scelte in base alle caratteristiche fisiche della paziente e posizionate sseno_interventoolitamente nel piano sottomuscolare.
In questo caso, la mastoplastica additiva risolve il problema della perdita di tono perché va a riempire i tessuti svuotati, ed è indicata in caso di ptosi lieve o media in mammelle non voluminose.
Alcune donne preferiscono la mastoplastica perché desiderano una forma diversa o un seno di dimensioni più grandi che un normale lifting non riuscirebbe a dare.
L’intervento di mastoplastica additiva è diventato ormai di routine e le enormi innovazioni in campo chirurgico hanno diminuito considerevolmente i rischi operatori in nome di risultati naturali e gradevoli.
In questo caso la cicatrice è generalmente in sede periareolare.

In alcuni casi si pone l’indicazione alla combinazione delle tecniche di mastopessi e di mastoplastica additiva: una mammella particolarmente “svuotata” e con un grado di ptosi importante, può essere migliorata nel suo aspetto mediante un intervento di mastopessi con protesi.

Per le tecniche esposte, nel post-operatorio, la paziente indossa un reggiseno contenitivo di tipo “sportivo”, eventualmente associato a una fascia. Generalmente vengono posizionati dei drenaggi.

I controlli postoperatori avvengono generalmente con cadenza settimanale nel primo mese. È necessaria cautela nelle attività quotidiane per evitare sforzi repentini. Le attività sportive potranno essere riprese gradualmente dopo alcune settimane.

In linea generale, inserire protesi di grosse dimensioni determina inevitabilmente un aumento del peso del seno, e può causare una ptosi secondaria dopo qualche anno, e conseguente insoddisfazione.
Per evitare questa condizione è bene parlare apertamente con il chirurgo esponendo le proprie aspirazioni, ascoltando le spiegazioni delle soluzioni proposte, ma soprattutto affidandosi al chirurgo per la scelta delle protesi e della tecnica più adeguate per il proprio fisico e la propria condizione di partenza.

Il consiglio più importante è quello di rivolgersi a chirurghi esperti se si desidera di sottoporsi ad una mastoplastica correttiva in totale consapevolezza e tranquillità.

seno_cadente

Cicatrice periareolare

Cicatrice periareolare e verticale

Cicatrice periareolare verticale e orizzontale (ancora o T invertita)

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