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Addominoplastica e sport: domande frequenti

Attualmente l’addominoplastica è uno degli interventi chirurgici più richiesti ed effettuati. Si tratta di un intervento di chirurgia plastica non semplice, ma che presenta standard di sicurezza elevati e che assicura ottimi risultati a livello estetico.
Se è così richiesta, è perché l’addome è una zona del corpo molto soggetta a inestetismi e a problematiche quali il rilassamento cutaneo, che può sopraggiungere in maniera naturale con il passare degli anni, ma che può essere anche il risultato di una gravidanza, di una dieta drastica o comunque di una perdita di peso massiccia e veloce che ha letteralmente “svuotato” i tessuti, che si ritrovano quindi estremamente molli e rilassati.
L’addominoplastica elimina la pelle e il grasso sottocutaneo in eccesso, qualunque sia la causa che li abbia determinati. Non di rado, poi, il rilassamento addominoplastica-dermolipectomia-addominalecutaneo in corrispondenza dell’addome si abbina alla diastasi dei muscoli retti addominali: un fattore, questo, che causa ulteriore disagio psicologico e che, a maggior ragione, richiede una correzione di natura funzionale oltre che estetica. La diastasi, infatti, è una progressiva separazione dei muscoli retti addominali sulla linea mediana, ed è una condizione che tende ad aggravarsi nel tempo, e può essere associata a formazioni ernarie.
Oltre all’aspetto salutistico, è importante comunque ricordare che l’immagine che una persona ha di sé è importante, poiché contribuisce in maniera determinante all’autostima, che è fondamentale per star bene psicologicamente. Quando non ci si accetta, si può entrare in un circolo vizioso di disistima che può portare a soffrire di malattie gravi come la depressione e l’ansia.
In genere ci si rivolge all’addominoplastica quando lo sport, da solo, non riesce a dare un aspetto tonico all’addome a causa della pelle in eccesso che resta ‘scollata’ dai muscoli. Per questo sorge il dubbio: si può continuare a fare sport dopo l’intervento? La risposta è assolutamente positiva.

Dopo quanto tempo dall’intervento si può iniziare a fare sport?

Dopo l’operazione, il paziente ha un bendaggio compressivo finalizzato alla prevenzione di ematomi o sieromi, e per fare aderire meglio i tessuti. Inoltre, questo bendaggio offre protezione alla parete muscolare durante eventuali sforzi.
La ripresa post intervento non è immediata: prevede una fase di riposo della durata di almeno un mese, periodo in cui il paziente indosserà giorno e notte una speciale guaina contenitiva.
Durante le prime quattro settimane dopo l’intervento si dovrà evitare qualsiasi tipo di sforzo fisico. Dunque, la ripresa delle attività quotidiane, domestiche e lavorative che siano, richiede circa un mese. Invece, per tornare a fare attività fisica, in genere devono passare all’incirca otto settimane dall’intervento. Va specificato che si tratta di tempi indicativi, che risentono molto della condizione individuale del paziente, dell’età, del suo peso, dell’entità dell’intervento (soprattutto in funzione della correzione della diastasi o di eventuali ernie), nonché dalle condizioni di salute generali.

Ci sono sport che devono essere evitati?

In genere no. Tuttavia sono sconsigliati gli sport più intensi in quei casi in cui si è intervenuto sui muscoli e in cui si sono corrette ernie.

Dopo quanto tempo è possibile allenare gli addominali?

In generale, per qualsaddominoplastica_donnaiasi tipo di attività fisica, è importante attendere almeno due mesi, previo controllo da parte del medico chirurgo che ha effettuato l’operazione. Anche in questo va sottolineato come i tempi di ripresa siano individuali e soggettivi, dipendenti da tutta una serie di fattori sopra specificati, e che per ogni dubbio, problema o perplessità occorre rivolgersi al proprio specialista di fiducia, l’unico a conoscere le peculiarità dei singoli casi.

Quali sono i vantaggi che lo sport può portare dopo un intervento di addominoplastica?

Oltre ai vantaggi derivanti dalla maggior aderenza della pelle ai tessuti sottostanti (che quindi rendono più visibili i risultati dello sport), vi sono anche aspetti positivi funzionali. Infatti, quando si correggono diastasi ed ernie, ci sono maggiori possibilità di sforzi fisici, prima penalizzati dalla condizione patologica esistente.

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